Giovanni Muciaccia: nuove competenze manageriali per un mercato liquido

Giovanni Muciaccia, classe 1954, svolge da oltre vent’anni l’attività di consulente, formatore e coach con rinnovata passione. Attento lettore dei trend del mercato, può raccontare l’evoluzione del settore HR negli ultimi quarant’anni.

 

Il percorso di carriera di Giovanni Muciaccia

Dopo aver conseguito la laurea in scienze politiche e la specializzazione in sociologia del lavoro, Giovanni Muciaccia, inizia il suo percorso di carriera nel 1980 nella direzione HR, ricoprendo il ruolo di addetto alle relazioni sindacali, in un’importante azienda meccanica. In seguito entra in una multinazionale chimica con il ruolo di assistente al capo del personale e addetto alla formazione.

Dal settore delle risorse umane il suo campo d’azione si estende ad altri settori con nuove responsabilità quando entra in un grande gruppo bancario italiano dove raggiunge la posizione di dirigente, gestendo la selezione, lo sviluppo e la guida di una rete promotori finanziari.

Nel 1997 decide di intraprendere la libera professione per dedicarsi al tema prescelto per la sua tesi di laurea: la formazione manageriale.
Nel 2001 fonda lo Studio Muciaccia per offrire alle aziende, grazie alla propria esperienza e a quella di un network di professionisti specializzati in comunicazione efficace e vendita consulenziale, servizi di consulenza, formazione, personal e team coaching e diagnostica relazionale.

 

Come sono cambiati negli anni i bisogni di formazione delle aziende nell’area delle soft skills? Ci sono delle costanti?

“Possiamo individuare delle costanti sia per la formazione dei collaboratori che dei manager.
Per quanto riguarda i collaboratori i bisogni di formazione sono sempre gli stessi. Purtroppo il nostro sistema scolastico dedica poco tempo e poche risorse allo sviluppo delle soft skills e i giovani entrano nel mercato del lavoro con scarse competenze in ambito relazionale.
Le aziende ci chiedono quindi di potenziare le capacità di relazione: ascolto, comunicazione, team working…, competenze che, a parità di competenze tecniche, consentono di raggiungere i risultati in modo più efficace.

Nell’area manageriale le aziende ci chiedono sempre di avere meno capi e più leader.
Quindi le energie che profondiamo nella formazione manageriale sono indirizzate allo sviluppo della leadership, della capacità di portare gli altri verso gli obiettivi richiesti dalle aziende con modalità relazionali, comunicative e stili di leadership adeguati.
Questa è la costante degli ultimi trent’anni.

Sul fronte della formazione manageriale ci sono nuove tendenze nate dalla trasformazione della nostra società.
Oggi la società, per dirla con Bauman, è liquida. Ciò significa che non ci sono più delle strutture consolidate e dei percorsi chiaramente predefiniti. C’è un altissimo livello di incertezza. E in questo contesto i manager non possono più continuare a rispondere con gli stessi strumenti del passato. Devono iniziare a sfidare le credenze consolidate, i luoghi comuni, il “si è sempre fatto così”.

Ecco cosa viene sempre più richiesto ai manager oggi: flessibilità comportamentale, flessibilità interpretativa, flessibilità gestionale. Viene anche richiesta la capacità di interpretare la realtà.
Questo è la grande tendenza degli ultimi anni. Questo cambiamento si è sempre più accelerato in relazione all’accelerazione dei cambiamenti esogeni presenti nella nostra società.”

 

Quali sono le sfide più importanti dei manager oggi e come li aiuti a superarle?

“Il mio focus torna sulla flessibilità comportamentale dei manager e sulle capacità di assumere nuove posizioni percettive, sulla capacità di capire che ci vogliono abilità diverse rispetto al passato e che bisogna attrezzarsi per acquisirle.

La durata dei budget e dei piani strategici si è sempre più ridotta.
Prima si facevano piani quinquennali, poi, con la progressiva accelerazione del cambiamento, si è passati ai piani biennali e a quelli annuali. Tutto questo rientra nella norma.
Negli ultimi anni però mi capita spesso di sentire casi in cui il budget annuale viene rivisto dopo quindici giorni dalla sua approvazione e i listini subiscono diversi aggiornamenti in pochi mesi.
Tutto questo genera una grande incertezza e disorientamento. I manager devono inforcare nuove lenti e, oltre alle tecnicalità, devono irrobustire il profilo psicologico per reggere queste situazioni.

La mia attività di formazione e coaching ha anche questa finalità e ricevo un forte supporto dall’impiego degli strumenti di assessment TTI Success Insights. Grazie ad essi, i manager sviluppano infatti la concreta consapevolezza del loro stile comportamentale preferito e delle spinte motivazionali che generano tali comportamenti. Tutto ciò rende più semplice ed utile l’individuazione delle aree da potenziare per rispondere alle sfide richieste.”

 

La persona giusta per affrontare il nuovo mercato: un caso di selezione interna

“Tempo fa l’amministratore delegato di una delle prime società di consulenza in campo economico in Italia ha espresso la necessità di avere collaboratori con un maggiore orientamento al mercato e competenze anche di tipo commerciale. In passato l’elevata competenza tecnica dei consulenti bastava per rispondere alla domanda delle aziende, ma lo scenario è cambiato: l’esperienza e la competenza tecnica non bastano più. Da questa consapevolezza è nato un progetto che ho sviluppato con gli strumenti TTI Success Insights.

Grazie all’analisi del posto di lavoro ho guidato l’amministratore delegato e l’HR manager nella definizione del profilo ideale del project manager. Rispondendo alle domande proposte dall’analisi del posto di lavoro abbiamo costruito una figura su misura delle nuove esigenze dell’azienda.
Dopo aver definito il benchmark di riferimento, abbiamo realizzato degli assessment con l’analisi Talent Insights e dei colloqui individuali all’interno dell’azienda per individuare le persone con un profilo comportamentale e motivazionale più vicino a quello del profilo tipo.
In seguito abbiamo realizzato dei percorsi di formazione per sviluppare le potenzialità delle persone prescelte e renderle più consapevoli delle attività da svolgere.
I risultati raggiunti dalla società sono la prova del valore di questo progetto.”

Guarda la video testimonianza di Giovanni Muciaccia sul valore degli strumenti TTI Success Insights, la loro applicazione nelle attività di team coaching e il percorso di certificazione.
Vai al canale Youtube di TTI Success Insights.